Sunt aliquid Manes. Appunti su elegia e fantasmi
21 November 2024 17:00

Questa lettura parte da Properzio IV, 7 per esplorare ‘aliquid’ come un primo esempio di apostrofe alla frammentazione del soggetto lirico. Seguendo la presenza fantasmatica di questo ‘qualcosa’ attraverso il ritmo del distico elegiaco (e l’ambigua funzione dei Mani), saranno proposte esegesi di testi e fonti eterogenee, da iscrizioni epigrafiche latine a saggistica e poesia moderna e conteporanea. Questo studio porterà a tracciare il profilo di un latino che, perdurando fino ad oggi all’interno di ciò che rimane della poesia lirica, sembra distanziarsi dalla definizione di lingua morta e avvicinarsi a quella di una vera e propria lingua dei morti. Iniziando con un analisi e traduzione del passaggio di Properzio e toccando autori come Dante, Andrea Zanzotto, Amelia Rosselli e Anne Carson, l’ultima parte della lettura si concentrerà sull’opera di Garbiella Leto (1930––2019), poetessa romana e traduttrice di Properzio e Ovidio.

La lettura sarà accompagnata da un’esposizione di materiali bibliografici e di archivio, molti dei quali provenienti dell'Archivio di Epigrafia Latina Silvio Panciera dell’Università La Sapienza di Roma.

Andrea di Serego Alighieri è scrittore, editore e grafico. È docente di scrittura, tipografia e tutor di tesi alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa e dottorando in Medieval and Modern Languages all'Università di Oxford.

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