Dal 2002, il Dipartimento di Egittologia della KU Leuven svolge attività archeologiche a Dayr al-Barshā, un villaggio del Medio Egitto. Durante il Medio Regno (2040-1750 a.C. circa), questo era il luogo in cui venivano sepolti i governatori di una provincia nota nell'antichità come 'nomos della Lepre'. La tomba meglio conservata è quella del governatore Djehutihotep. È famosa per una scena che mostra come la colossale statua di Djehutihotep fu trasportata dalle cave al luogo in cui fu eretta, probabilmente nella stessa Dayr al-Barshā.
La scena è sempre citata negli studi sulle tecniche di costruzione antiche, non solo egiziane. In particolare svolge un ruolo centrale nel dibattito in corso su come gli Egizi abbiano potuto manovrare enormi blocchi di pietra per costruire le piramidi.
La presentazione non tratterà questo argomento. Si cercherà invece di capire perché Djehutihotep fece erigere una statua di 80 tonnellate. Qual era il suo scopo e cosa ci dice dell'ambiente sociale in cui fu realizzato questo stravagante progetto? Verrà dimostrato che ampie fasce della popolazione del 'nomos della Lepre' furono coinvolte nella realizzazione di questa impresa. La portata del progetto può essere stata eccezionale, ma i meccanismi sociali sottostanti non lo erano di certo. Il caso della statua di Djehutihotep offre un'illustrazione particolarmente suggestiva del funzionamento della società egiziana dell'epoca.
Harco Willems (° 1956)si è laureato in Egittologia all'Universiteit Leiden e ha conseguito il dottorato alla Rijksuniversiteit Groningen. È stato professore assistente all'Universiteit Leiden prima di essere nominato professore alla KU Leuven. I suoi principali interessi di ricerca sono lo studio delle usanze funerarie egizie e il loro contesto sociale. Attualmente è direttore della missione archeologica della KU Leuven a Dayr al-Barshā.
