L'Academia Belgica può contare sul generoso sostegno del Fondo René e Karin Jonckheere per la conservazione e l'inventario fotografico e digitale degli archivi e dei progetti relativi alla sua costruzione a Roma (1937-1939).

 

Come annunciato qualche mese fa, l'Academia Belgica ha avviato un vasto progetto di studio della costruzione della sua sede di Roma e dei suoi arredi originali, in gran parte conservati. Un gioiello architettonico che unisce modernismo e stile art déco, l'edificio è stato progettato e costruito tra il 1937 e il 1939 dall'italiano Gino Cipriani e dal brussellese Jean Hendrickx-Van den Bosch (vedi sotto e http://www.academiabelgica.it/progetti-di-ricerca).

 

Lo studio si basa, in parte, sull'esame sistematico degli archivi storici dell'Academia Belgica di Roma, che conservano le tavole originali, i disegni e gli schizzi dell'edificio (piante, prospetti delle facciate, particolari architettonici, ecc.) e della sua disposizione interna, sia le sale di rappresentanza (disegni originali per mensole, porte, tavoli, scrivanie, lampade in biblioteca, ecc.) sia le stanze per residenti-ricercatori e artisti (disegni originali per sedie, armadi, cassettiere, ecc.). L'archivio comprende anche modelli e campioni di alcuni mobili e complementi (persiane, maniglie, lavabi, ecc.) forniti dalle case produttrici, nonché tutta la documentazione amministrativa relativa all'esecuzione del progetto architettonico e d'arredo.

 

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Grazie al generoso sostegno del Fondo René e Karin Jonckheere, gestito dalla Fondation Roi Baudouin, questi documenti totalmente inediti verranno ora fotografati e digitalizzati, in vista della loro completa inventariazione e della creazione di un database, accessibile al pubblico, dedicato alla villa dell'Academia Belgica. Parallelamente verranno prese misure per la conservazione ottimale dei documenti.

 

Per la realizzazione di questo progetto l'Academia Belgica può contare sulla collaborazione dell'Institut Royal Patrimoine Artistique (IRPA), che dispone delle conoscenze tecniche e delle attrezzature adeguate per fotografare tavole di grande formato. Questa collaborazione è tanto più preziosa in quanto le foto saranno utilizzate anche per accrescere la fototeca dell'IRPA, che ha tra le sue missioni primarie l'inventario fotografico del patrimonio culturale belga, a cui innegabilmente appartengono le piante e i disegni dell'edificio dell'Academia Belgica.

 

Il patrocinio del Fondo René e Karin Jonckheere permette così di conservare, valorizzare e portare all'attenzione del pubblico belga e internazionale gli archivi di indiscutibile valore patrimoniale dell'Academia Belgica, che testimoniano una collaborazione architettonica italo-belga unica nel suo genere. Di questo ringraziamo profondamente i suoi amministratori.

 

 

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Ciclo di conferenze

Il progetto di studio dell'Academia Belgica sul suo edificio romano si propone non solo di chiarire le diverse fasi di esecuzione dell'insieme, ma anche di contestualizzare le scelte degli architetti e di valutare le problematiche nel particolare contesto dei rapporti italo-belgi prebellici. In questo contesto inizierà a marzo un ciclo di conferenze dedicate all'architettura belga e italiana degli anni Trenta e Cinquanta del secolo scorso. Il programma, che prevede la partecipazione di relatori belgi e italiani, sarà organizzato in parte o esclusivamente tramite videoconferenza, a seconda dell'evoluzione dell'attuale pandemia.
 
Il primo incontro è fissato per il 18 marzo 2021 alle ore 17.30 con una videoconferenza dal titolo Housing the Nation Abroad. The Architecture and Interior Design of Belgian Diplomatic Premises (Prof. Fredie Floré, Prof. Anne-Françoise Morel, Bram De Maeyer, Charlotte Rottiers  KU Leuven-Dep. of Architecture). Maggiori informazioni seguiranno nelle prossime settimane.

 

 

Novità

Siamo lieti di annunciare che, da questo momento, il sito dell'Academia Belgica dispone di una pagina podcast che permette di vedere in differita una selezione delle attività scientifiche e culturali organizzate dall'istituto.

Da adesso in poi troverete la registrazione degli ultimi workshop tenuti in videoconferenza e co-organizzati dall’Academia Belgica:

 

‘From labrum to lavacrum: the evolution of Roman bathing habits’ e presentazione del libro ‘Public Baths and Bathing Habits in Late Antiquity’

Webinar, 30 ottobre 2020 – Programma

podcast labrum

 
La villa dopo la villa. Trasformazione di un sistema insediativo ed economico in Italia centrale tra tarda antichità e medioevo

Webinar, 15 dicembre 2020 – Programma

podcast villa

Grazie al sostegno di Kunsten en Erfgoed e di Wallonie-Bruxelles International, l'Academia Belgica accoglie ogni anno due artisti in residenza per un soggiorno di cinque mesi.

Per il 2020 abbiamo avuto il piacere di accogliere Lise Duclaux (WBI) e Gauthier Oushoorn (K&E). Ecco le impressioni del loro soggiorno a Roma.
 

 

Lise Duclaux
 

Lise Duclaux (1970 °, Lione) vive e lavora a Bruxelles. La sua arte si avvale di diversi mezzi espressivi (disegno, fotografia, scrittura, performance, installazione) e la sua pratica, in continua evoluzione, si basa sull'indagine della natura, degli ecosistemi di superfice e sotterranei, delle piante spontanee, con l'obiettivo di mettere in discussione il modo di vivere delle società occidentali di oggi. Durante la sua residenza presso l'Academia Belgica si è occupata dell'origine delle piante selvatiche che crescono intorno all'Academia e le loro peregrinazioni attraverso la storia e il mondo.


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Gauthier Oushoorn
 

Gauthier Oushoorn (1986 °, Gent) vive e lavora a Bruxelles. Laureato in architettura, ha conseguito anche un master in scultura, facendo sì che la nozione di 'spazio' diventasse centrale nella sua pratica. Le sculture e le opere in situ costituiscono il nucleo del suo lavoro, ma più recentemente Oushoorn ha incorporato anche il disegno e il video nella sua attività, tecniche che ha utilizzato principalmente durante il suo soggiorno a Roma. Il suo interesse per l'architettura antica e l'influenza di questa sulla società contemporanea è il punto di partenza del progetto che ha sviluppato durante la sua residenza all'Academia Belgica.

 

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